CineMelo: il nuovo modo di vedere il cinema!

CineMelo è una rubrica che ogni settimana regalerà agli utenti delle informazioni relative ai film. Carmelo farà una selezione accurata dei trailer che saranno via via proposti, inserendo una breve recensione sugli stessi. Inoltre, saranno anche indicati i cinema che proietteranno tali film nella costa jonica
  
  
  
 
 
MATRIMONI E DISASTRI COSA VOGLIO DI PIU'

 

 

Nanà è la primogenita di una ricca famiglia fiorentina e, al contrario della sorella, non è mai stata fortunata con gli uomini. Dapprima un'adolescenza da bruttina studiosa e poi un lungo rapporto culminato con la presa dei voti da parte del partner. Ora è una cinquantenne insoddisfatta. E come se non bastasse l'insoddisfazione di una vita priva d'amore (e di sesso, come non manca di ricordargli il suo pc), adesso dovrà anche organizzare il matrimonio della sorella minore, carina e spigliata, con un uomo che già le sta poco simpatico ma che ha conquistato tutta la famiglia. I giorni che la separano dalla cerimonia saranno un'unica lunga presa di coscienza.
È un oggetto molto curioso Matrimoni e altri disastri. Un film che in fondo parla molto poco di matrimoni (ce n'è uno solo) e più che altro di disastri, familiari e non, in un nucleo disfunzionale al centro del quale c'è uno dei personaggi più curiosi del nostro cinema moderno: una donna di mezza età, sola (come sempre più spesso ci capita di vedere), dalle convinzioni progressiste salde solo a parole ma che sa trarre forza da queste incertezze invece che farne una debolezza.
Nell'interpretare Nanà Margherita Buy bridgetjoneseggia per tutto il film (cosa in cui eccelle), in un tripudio di brutte figure, errori, distrazioni, inciampi, abrasioni, gaffes, stupori, colpi di scena, sfortune casuali e causate, tali e tante da andare oltre la macchietta e diventare instabilità pura. Con il suo incedere allegramente malinconico Nanà attraversa un film che non ha un unico intreccio bensì procede per accostamento di situazioni, sempre più estreme, a mano a mano che si avvicina la fatidica data del matrimonio, l'evento che scandisce il ritmo di tutta la storia.
Più gli eventi sembrano pretesti per una gag o l'ennesimo incidente diplomatico (ma anche fisico) della protagonista, più emerge dall'altro canto un mood autentico. Come in un film di Virzì (e non sembra un caso che alla sceneggiatura ci sia Francesco Bruni) la protagonista diventa il collettore delle infelicità e dei problemi altrui, benchè tra tutti i personaggi presentati sia quella che più avrebbe da lamentarsi.
Nonostante alcune cadute di stile, dei passaggi un po' raffazzonati e qualche ingenuità Matrimoni e altri disastri ha la qualità migliore che si possa riconoscere a un film, la consapevolezza di se stesso e una spiccata sincerità sentimentale. Con tono leggero ci racconta il percorso accidentato di una donna abituata ad addossarsi le sciagure altrui e intanto tiene di sfondo un'umanità pessima in ogni senso, alla quale però non ha l'arroganza di regalare disprezzo ma solo la giusta dose di esposizione. Procedendo per accumulo di instabilità riesce a raccontare in maniera sottile la caotica esistenza priva di certezze di chi, privo di una figura a cui regalare e da cui ricevere affetto, si affanna a cercare la normalità dimenticandosi che invece le persone "normali" sono quelle che non si sforzano di essere tali.
Nonostante sia evidente da quale parte pendano le idee di chi scrive e chi dirige, ogni punto di vista è trattato con la medesima equità e la divisione non è mai in buoni e cattivi, quanto in disperati e ancora più disperati. Cosa decisamente inusuale in una commedia che si fa notare soprattutto per la sua comicità.

 

 

 

 

Anna ha una vita come tante altre. Ha un buon lavoro in cui è apprezzata e ha un compagno da qualche anno, Alessio, che l’ama e con cui conduce un menage tranquillo al punto di poter accarezzare l’idea di smettere di prendere la pillola e avere un figlio. Un giorno però a una festa incontra un cameriere, Domenico. Lo rivede perché è venuto a recuperare un coltello dimenticato e da quel momento per entrambi il desiderio non è più contenibile. Domenico è sposato e ha due figli piccoli. Non c’è un posto in cui i due possano incontrarsi liberamente e allora la scelta obbligata diventa il motel. Per due ore, la sera del mercoledì quando lui dovrebbe essere in piscina per un corso da subacqueo. Fare equilibrio tra passione e vita di tutti i giorni non è però un’impresa facile.
Silvio Soldini torna ad affrontare il tema delle relazioni uomo-donna con coerenza anche se apparentemente ribaltando la prospettiva rispetto al precedente Giorni e nuvole. In quel caso il contesto economico–sociale era evidenziato sin dall’inizio con la perdita del lavoro mentre qui emerge pian piano. L’amore al calor bianco che travolge Anna e Domenico (e con loro, anche se in maniere diverse, anche i reciproci contesti familiari) non interessa al regista e agli sceneggiatori di per sé (sarebbe una storia già ultra nota) ma contestualizzato in un mondo in cui le certezze di un tempo sono state messe profondamente in crisi.
Anna e Domenico non possono astrarsene nel loro rifugio con specchi del motel. I corpi che si sono donati reciproco piacere credendo di poter chiudere il mondo fuori in realtà lo hanno portato con sé (e lo faranno anche se lontani fisicamente da quella Milano in cui Soldini torna a girare dopo lunga assenza). La macchina da presa li segue e li comprende così come comprende Alessio nella sua tenace difesa del rapporto con Anna barricato dietro un quieto e determinato non voler sapere. Comprende anche Miriam, la moglie di Domenico, incapace invece di chiudere gli occhi dinanzi all’evidenza e in costante, quotidiana lotta contro la precarietà economica.
E’ uno sguardo in ricerca quello di Soldini e il suo cinema si rivela, come un sismografo dei sentimenti, capace di registrare le scosse dirompenti così come i più piccoli sussulti, magari provocati da un rumore fuori campo. Perché fare del bene a se stessi, come Anna e Domenico vorrebbero, senza fare del male agli altri (ciò che si desidererebbe restasse fuori campo) è una delle imprese più difficili da compiere.           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                              

 

IRON MAN 2 A-TEAM
 

    

Io sono Iron Man" così, con lo svelamento dell'identità non più segreta, si chiudeva la storia del film precedente e così si apre quella di questo nuovo capitolo. Tony Stark è Iron Man e ora, dopo 6 mesi, che la notizia è di pubblico dominio il governo e le compagnie concorrenti, non troppo liete che la pace nel mondo sia mantenuta da un deterrente che non gli appartiene, tentano di appropriarsi dell'armatura: "Ho privatizzato con successo la pace" risponde Stark a chi lo accusa di essere fuori dal controllo statale. Non è tuttavia questo il problema più grosso del miliardario con l'hobby del supereroismo. Il palladio, elemento utile a far funzionare l'armatura, lo sta lentamente uccidendo inquinandogli il sangue e il brillante inventore non riesce a trovare un rimedio. Come se non bastasse, nel mezzo di una corsa automobolistica promozionale, a turbare la pace mondiale si presenta Ivan Vanko, figlio di un vecchio collaboratore di Howard Stark (il padre di Tony), colmo di rancore, volontà di vendetta e in possesso dei brevetti originali di molte invenzioni della Stark.
Nel 2008 Iron Man fece segnare una delle punte più alte del cinema d'azione degli ultimi anni, raccogliendo il quasi unanime consenso di pubblico e critica per come raggiungeva tutti gli obiettivi del film d'intrattenimento all'americana: avvincere con l'azione, affascinare con un protagonista carismatico in cui volersi immedesimare, divertire e smuovere sentimentalmente. Il team capitanato da Jon Favreau, nel quale spiccava la forma smagliante di Robert Downey Jr., sembrava aver ritrovato lo smalto dell'intrattenimento della Hollywood degli anni '80 fondendo il meglio del cinema del frat pack con il fascino che è proprio dei supereroi da fumetto.
Lo stesso non si può purtroppo dire di Iron Man 2, che seguendo la tipica scansione del cinema supereroistico (dopo un primo episodio che narra le origini dell'eroe viene un secondo più denso di eventi e personaggi che mette in crisi e infine consolida la figura protagonista) gioca al raddoppio con l'idea di aumentare il gradimento. Ma così non è.
Uno dei pochi cambi fatti al team creativo nel passaggio da un film all'altro riguarda gli sceneggiatori: arriva Justin Theroux (che alle spalle ha la collaborazione a Tropic Thunder) e se ne vanno i 4 realizzatori del precedente. Scelta curiosa che si ripercuote in una scrittura non eccellente: molte sottotrame raccontate in maniera non impeccabile, molti personaggi, un trionfo di ammiccamenti al futuro film sui Vendicatori, molti dialoghi non eccezionali e poca azione appesantiscono inevitabilmente il film e, cosa peggiore, tolgono quel misto di arroganza e autoironia che rendeva unico il film precendente. I cattivi da uno diventano due: oltre a Vanko, specchio del Tony Stark inventore, c'è anche Justin Hammer, che è lo specchio del Tony Stark imprenditore, mentre gli alleati raddoppiano e a soffrirne è il rapporto tra Tony e Pepper Potts, ormai ridotto alla solita macchietta da battaglia dei sessi e lontanissimo da quell'amaro e romantico menage a due che li univa.
Iron Man 2, insiste e preme su tutti quegli elementi che avevano fatto il successo del primo, portando ogni situazione e ogni personaggio al suo paradossale estremo. La conseguenza è che si perde quell'aura di apparente spontaneità che rendeva godibile il racconto di un uomo che vola in un'armatura tecnologica a favore di una compiaciuta sufficienza. La prova evidente è data dalle molte sequenze che replicano i momenti topici del primo film ma che non ne sono all'altezza. Anche lo showdown finale con la nemesi di turno (un Mickey Rourke perfetto tanto quanto lo era Jeff Bridges) si risolve in poco e senza vero coinvolgimento.
 

 

 

 

Cinema Vittoria -  Locri Cinema Golden -  Roccella Jonica Cinema Nuovo -  Siderno

Il nastro bianco ore 18:00 - 21:00

Alice in wonderland ore 16:00 - 18:00 - 20:00 -22:00

Tra le nuvole ore 18:00 - 20:00

Codice Genesi ore - 22:00